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Un pescatore racconta...

GIANNI COMES
(pescatore, pittore e scultore)



Gianni Comes, pescatore monopolitano, racconta il suo lavoro di pescatore, e la sua creatività e poetica, che si traduce nei suoi dipinti con una propria tecnica marinara, dovuta proprio al suo lavoro.

1-    Com’è cambiato il lavoro della pesca da ieri ad oggi?

Sicuramente in passato c’era più bravura del pescatore, legato alle sue tradizioni marinare, all’uso della lampara (dodici grosse lampade ) ed ogni lampara faceva parte di una ciurma (costituita da 15 -16 persone). L’economia principale nel 1950 a Monopoli era costituita dalla pesca, senza utilizzo di tecnologia o mezzi sofisticati odierni.

2-    Cosa s’intende per piccola pesca? Com’è cambiata? 

La piccola pesca comprende unità da pesca minori di 10 tonnellate di stazza, che pescano da 1 miglio e mezzo fino a 6 miglia dalla costa. La piccola pesca si è sviluppata a partire dalla piccola vela e dal gozzo, ereditato dai Veneziani. La maggior parte delle unità da pesca di Monopoli appartiene alla tipologia di piccola pesca. 
In passato, (anni ’50) il gozzo, veniva usato per pescare nei pressi di Lecce e si prendevano quintali di cefali nei mari del Salento (nei dintorni di Torre Santa Sabina) e si mancava per giorni o mesi, a seconda della pesca. Il pescivendolo della zona andava a prendere i pesci e portava i taralloni. I pescatori dormivano e si rifugiavano nelle casupole; si dormiva sui materassi formati da alghe. Si rientrava ad Agosto, per la Festa Patronale della Madonna della Madia, per l’amore mariano. Ad autunno si chiudeva la scampagnata e si “parcheggiavano” i gozzi in strada, vicino le case dei pescatori (“La seconda casa del pescatore era il gozzo”).

3-    Qual è la giornata "tipo" di un pescatore?

 
La giornata di un pescatore non è mai uguale l’una all’altra. Inizia nel bel mezzo della notte, quando vengono calate le reti nelle acque del territorio di Brindisi, o dalle parti di Ostuni e Torre Canne, per poi ritornare a casa nel tardo pomeriggio. Tra i vari problemi in cui il pescatore può incorrere: il dover pescare nel fango; i fondali pericolosi; perdita di attrezzi; rottura di reti da pesca e quindi il saper ricucire le reti ed infine la particolarità del mare. 
Il mare è ambiguo, soprattutto d’inverno con le burrasche e le onde; “si sente l’animo delle barche” che scricchiolano. Esse vengono inabissate dalle stesse onde, mosse dal vento d’inverno che trasforma il mare, facendolo diventare cupo.

4-    Il  settore della pesca risente della crisi?


Sicuramente questo settore risente della crisi, ed è legato in primis all’economia del carburante. L’80 % del guadagno di un pescatore viene utilizzato per il carburante, a cui si aggiungono le spese per il marinaio e (quando accade) per le reti.  Il pesce, pur essendo un alimento indispensabile, alterna periodi di maggior o minor pesca durante l’arco dell’anno. Il territorio di Monopoli è’ altresì carente di una filiera commerciale e quindi il pesce viene dato ai grossisti e pagato a minor prezzo.

5-    Le donne in passato cucivano le reti? Nel senso che collaboravano nella riparazione delle reti?
 
Soprattutto nel periodo delle lampare, le reti si rompevano spesso e venivano delle donne da Mola e Polignano che “rattoppavano” queste reti con molta maestria. Le maglie delle reti erano finissime, quindi era richiesta una precisione ed una certa esperienza.  a donna è stata così’ una colonna per l’uomo di mare, non solo perché alcune di esse cucivano e riparavano le reti, altresì perché preparavano i taralloni per il marito, mentre lui riparava e cuciva le reti. I taralloni erano “il cibo di una volta” sulle barche ed i pescatori mangiavano anche la cipolla. A Monopoli erano un po’ carenti le donne che riparavano o cucivano le reti. Erano presenti soprattutto nel Gargano e in Abruzzo.

6-    Come veniva venduto in passato il pesce?

Negli anni ’70 a Monopoli era presente il mercato ittico, con tutti i pescivendoli dell’interland; veniva effettuata l’asta, sulla banchina, dalle 16:00 alle 18:00 ed il mercato veniva gestito dal Comune. Ad ora, la presenza di un mercato ittico avrebbe sicuramente migliorato l’economia locale.

7-    Se ci fosse un porto turistico, ci sarebbe un incremento del settore produttivo della pesca?

Se ci dovesse essere un porto turistico a Monopoli, dovrebbe essere costruito tenendo conto l’attività dei pescatori: quindi senza creare problemi all’attività dei pescatori di Monopoli e senza utilizzare la zona usata dagli stessi pescatori monopolitani.

8-    C’è qualche frase tipica che riguarda il mare e/o la marineria?

 “A masc’ dòlge, u Pène gl’ēmère”: "La moscia (tipo di pesce) è dolce, il pane è amaro sul mare".

 

                       "Le Barche del Centro Storico" Dipinto di Gianni Comes, Foto - Copyryght dell'autore - 


- Si ringrazia la gentile collaborazione e disponibilità di Gianni Comes.


- Si ringrazia la gentile concessione da parte di Gianni Comes, nell’aver fornito foto dell’immagine del proprio dipinto e i propri articoli di giornale, da lui scritti.

 




Per l’intervista e gli articoli si ringrazia Gianni Comes.
Foto e dipinto: Gianni Comes.
Intervista e foto a cura di Angela Marasciulo
Servizio Civile 2012 - Comune di Monopoli «Progetto Espressioni d'identità»
[26 Giugno 2013]

 

"I Naufraghi" di Gianni Comes - Report Dicembre 2012 -

"Il Delfino Misterioso" di Gianni Comes - Report Ottobre 2012 -

 

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