Monopoli - Città Turistica
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La Marineria Monopolitana

 La marineria rappresenta l’insieme delle navi, degli equipaggi, delle strutture della marina ma anche le tecniche di navigazione e di pesca adottate in un dato territorio ed in un preciso arco temporale.

Monopoli ha sin dalla sua origine una vocazione marinara, dovuta naturalmente alla sua posizione geografica e all’importanza che il mare ha da sempre avuto nella sua storia: commerci, dominazioni, battaglie, culture, saperi, scambi sono proprio venuti dal mare. È possibile distinguere due tipologie di marineria, quella mercantile e quella da pesca. Per quanto riguarda la prima, Monopoli già dal medioevo vantava di un’antica tradizione di marinai che navigavano in lungo e in largo il Mediterraneo. Fino a buona parte del 1800, la maggior parte della marineria era a vela, ma con l’avvento delle navi a vapore la situazione cominciò a mutare e il nuovo tipo di navigazione andò pian piano sostituendo quello precedente. I vantaggi erano tanti: innanzitutto si richiedeva meno personale ma soprattutto meno preparato nelle manovre veliche; era sotto gli occhi di tutti la sorprendente puntualità delle navi a vapore che non dovevano fare i conti con le condizioni del vento.

La marineria mercantile esportava via mare olio d’oliva sia in Russia che in Inghilterra, ma anche cereali, carrube, mandorle, fichi, vini e prodotti del territorio in Italia e nel resto d’Europa. Per far questo utilizzava brigantini, trabaccoli ed altre imbarcazioni minori che riuscivano a solcare non solo l’Adriatico ma anche il Mediterraneo, importando prodotti quali i legumi, cuoio, tessuti e canapa. Alla fine del secolo scorso numerose erano le famiglie che traevano il loro sostentamento proprio dal mare. Tra loro si distinsero soprattutto i Marasciulo, tra i più autorevoli nel campo velico monopolitano e pugliese. A proseguire questa tradizione armatoriale la famiglia Dormio, presente ancora oggi con la sua Società Armatrice.

Per quanto riguarda la marineria da pesca, sin da quando si segnala la presenza dell’antico porto-canale, si hanno notizie di pescatori che con diverse tecniche, riuscivano a pescare e poi vendere i loro prodotti ittici. Fino al 1800 le barche da pesca erano a remi con una piccola vela e quella caratteristica di Monopoli, di colore azzurro e rosso è senza dubbio il gozzo, con una lunghezza variabile dai 3,5 metri ai 4,8 metri. Con questo tipo di imbarcazioni si pescava sotto costa, mente con quelle che erano definite barche grandi, senza ponte e lunghe circa 8 metri, si usciva in mare aperto. Da sempre i pescatori monopolitani si sono specializzati sia nella pesca con gli ami che con le reti ed in questo un ruolo di fondamentale importanza è stato quello della canapa, tanto che ne nacque una vera e propria industria, quella dei funari.

La pesca sotto costa permette anche di pescare ricci e polpi, tipici delle nostre zone, ma anche tanto pesce azzurro di piccola e media taglia. La vita dei pescatori non è mai stata idilliaca, come è facile immaginare, soggetta alle condizioni meteorologiche: spesso erano fuori casa per tanti giorni, trovando rifugio nelle grotte in prossimità delle cale e mangiando pane raffermo, legumi e un po’ del pescato, attendendo di ritornare al proprio focolare.
Solo negli anni ’50 del secolo scorso arrivano le barche a motore che facilitano di molto la mobilità e la vita dei pescatori, anche se si presenta un ulteriore problema, quello dei costi del carburante, oggi più urgente e pressante che mai.
Nel tempo sono nate cooperative dei pescatori, alcune esistenti ancora oggi.

 Notizie tratte da:
-    Saponaro Vincenzo, “Monopoli tra storia e immagini dalle origini ai nostri giorni”, Schena Editore 1993;

-    Saponaro Vincenzo, “Mare, Marinai e Maestri d’Ascia Monopolitani”, AGAM Edizione, 2009

 


Testo a cura di Maria Marzolla
Foto a cura di Angela Marasciulo
Servizio Civile 2012 - Comune di Monopoli «Progetto Espressioni d'identità»
[04 Giugno 2013]

 

"I Naufraghi" di Gianni Comes - Report Dicembre 2012 -

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