Monopoli - Città Turistica
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I cantieri


 La Cantieristica

                         Cantiere Famiglia Saponaro

 

In tutto il mondo ci sono barche costruite presso qualche cantiere navale di Monopoli. Nel corso degli anni se ne sono succeduti parecchi con produzioni diverse per differenti mercati.
Il primo fu certamente quello che nacque sulla Punta del Tonno dei fratelli Gaudioso, originari di Mola di Bari, cantiere nel quale impara il mestiere Paolo Saponaro, divenuto poi famoso maestro d’ascia monopolitano che nel 1850 avvia la propria attività cantieristica a Cala Batteria, proseguita poi dai suoi figli, trasferitisi a Cala Fontanelle.

Questi, nel 1940, vendettero il cantiere  ad Alberto Dormio, figlio del famoso armatore, che riconvertì la produzione e cominciò a costruire grandi bastimenti a motore, impresa che durò circa un ventennio. Nel frattempo ai primi del Novecento nacque anche il cantiere Saponaro - Penta, rilevato poi da quest’ultimo alla morte del socio.
Altri cantieri, come quello dei fratelli Licciuli aprirono e chiusero nell’arco di pochi anni, non trovando redditizia l’impresa.

A partire dagli anni ’60, con la chiusura del cantiere Dormio, sono nati numerosi cantieri navali e con essi è andata via via incrementando la richiesta di barche di maggiore stazza, ma si impone anche il nuovo mercato della nautica da diporto, settore nel quale scommette Vincenzo Saponaro che apre a Punta del Trave il cantiere Hadria. Vi è anche, negli stessi anni, l’apertura del cantiere SAGI di Salerno e Giamporcaro, che realizza grandi imbarcazioni in acciaio.
Ad oggi a Monopoli tra cantieri e indotto si contano circa una dozzina di imprese.


Il cantiere Navale Famiglia Saponaro
 

I Cantieri navali di Monopoli vantano una buona tradizione avendo maestri d’ascia di eccellenza., Attualmente sono presenti a Monopoli 6 cantieri navali, che costruiscono barche di piccoli e grandi dimensioni.

Nel corso del tempo i cantieri navali sono diminuiti, soprattutto non ci sono più gli operai e i maestri d’ascia di una volta. Ad oggi si contano a Monopoli pochissimi maestri d’ascia, che hanno la patente per costruire imbarcazioni  fino a 250 tonnellate.

Tra questi il cantiere navale dei Saponaro. Dal 1850 i Saponaro sono stati una famiglia di costruttori, il cui cantiere partiva da Cala Batteria.
Con l’evoluzione delle materie prime utilizzate per la costruzione di barche, dal legno all’acciaio, le imbarcazioni e i motopescherecci vengono costruiti secondo una tipologia differente rispetto al metodo del “maestro d’ascia”  che,  in pur avendo  la quinta elementare,  lavoravano “ in una specie di Accademia con il proprio padre”.

Si utilizzata la quercia, in quanto legno robusto e veniva costruito non - tutto dritto come oggi -  si costruiva quindi meglio, anche se a volte non manteneva tanto bene -.
Gli operari  oggi presenti all’interno di un Cantiere navale sono cinque, massimo sei.
Le commesse, maggiormente provengono dalla stessa regione Puglia, e precisamente Nardò, Porto Cesareo,  Lecce, ma provengono anche da altre città quali Napoli, Salerno, La Spezia, Venezia, Genova e da altre nazioni come Romania e Albania.
Negli ultimi tempi la domanda estera è calata drasticamente.

Il settore crea un indotto, nel senso che crea un giro di lavoro che va dall’elettricista, al meccanico, al trasportatore di prodotti primi e manufatti finiti, ed altri…, e potrebbe crescere “in quanto a mare non c’è mai disoccupazione”; ma ad oggi è sicuramente minore il lavoro e questo settore risente della crisi.
 
La tipologia di richiesta riguarda essenzialmente l’ imbarcazione da pesca probabilmente perché la funzione del  porto di Monopoli è essenzialmente commerciale e non turistica.

 

 Cantiere Famiglia Saponaro

 

Notizie tratte da:
-    Saponaro Vincenzo, “Mare Marinari e Maestri d’Ascia Monopolitani” AGAM Edizione, 2009;

-    Stefano Carbonara, “Monopoli. Viaggio tra cronaca e storia”, ArtStampa 2012.


  


Testo a cura di Maria Marzolla ed Angela Marasciulo
Foto Angela Marasciulo
Servizio Civile 2012 - Comune di Monopoli «Progetto Espressioni d'identità»
[04 Giugno 2013
]

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