Monopoli - Città Turistica
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Civiltà contadina
Il territorio delle cento contrade

Per abbracciare con un unico sguardo il vasto territorio di Monopoli, conviene osservarlo dall’alto dei rilievi di Monte San Nicola e della Loggia di Pilato.

Di quassù, sul ciglio della scarpata che scende verso la piana costiera, si dispiega in basso una vera selva di ulivi, inframmezzata, qua e là, da mandorli, carrubi e bianche masserie intonacate a calce.

Si contano, nel territorio, anche numerose masserie fortificate – unità autosufficienti costruite dal XVI secolo in poi – dotate di tutte le strutture necessarie alla comunità rurale che le abitava: la chiesa, il mulino, il forno e il frantoio sotterraneo, dove la lavorazione delle olive in olio avveniva direttamente sul luogo di raccolta.

In collina, poi, per fuggire alla calura estiva e trovare il giusto refrigerio, nel Settecento le famiglie nobili del tempo eressero le loro dimore di villeggiatura, i cui nomi ci rimandano ai loro costruttori: Palmieri, Indelli, Manfridi, Meo Evoli, tra gli altri.
Ma non solo d’estate la campagna di Monopoli era, ed è, abitata.
Ancora oggi, quasi un terzo della popolazione monopolitana vive nelle oltre novanta frazioni, denominate contrade, che conta il territorio, raggruppate soprattutto attorno alle masserie e alle chiese rurali che ne costituirono il nucleo originario.

particolare masseria

Testi a cura di Pino Pace
Consulenza storica: Miranda Carrieri

 

 

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