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Città e monumenti
La Madonna della Madia

La Madonna della "zattera", tra fede e curiosità, rinnova l'antico patto
Documento storico edizione 2002 del dott. Eustachio Cazzorla

Madonna della Madia - L'approdo della zatteraL'icona bizantina, la zattera e quella moltitudine di gente che si accalca al porto per accogliere la Madonna della Madia, così la dicono in loco.
Si ripete il miracolo, la sagra a mare che sa di fede e tradizione antica quanto le Crociate, con la zattera che riporta a terra la Madonna dei monopolitani e di un territorio ben più ampio, del Sud barese, quello che questa miracolosa immagine visitò in processione nel 1954, in segno di saluto alla sua gente, dopo la tremenda esperienza della Grande Guerra.
Ritorna alla sua gente ogni anno, prima con l'appuntamento del 14 di agosto (alle 20.30) a cui fa seguito quello tradizionale del 16 dicembre (alle 5 del mattino).

Madonna della Madia - Le luminarieArriva su una zattera la preziosa icona della Madonna della Madia, la pellegrina, la navigatrice, la Madonna architetta, scortata questa volta da marinai, mentre la storia la vuole in compagnia degli angeli.
Così amano ricordarla i monopolitani (e non solo) fin dal lontano 16 dicembre del 1117, data del primo approdo. Ad accoglierla allora c'era il vescovo Romualdo che all'Assunta affidò le sue preghiere.
Oggi vi sono il vescovo Domenico Padovano e il rettore della cattedrale mons. Vincenzo Muolo e almeno 20 mila fedeli. 

Nell'ultimo tratto di mare, prima di toccare la banchina del molo di Cala Fontanelle, la zattera viene scortata da subacquei che con le loro torce illuminano il percorso, in una scenografia che ha dell'irripetibile, con un fondale scenico fatto di stelle e di fuochi d'artificio quando l'oscurità salda il mare al cielo. Poi segue la processione con le autorità civili e militari.



Madonna della MadiaLa tradizione vuole che l'icona della Madonna della Madia sia stata posta in salvo su una zattera in Turchia durante le lotte iconoclaste. L'imbarcazione di fortuna con il prezioso carico sarebbe quindi approdata per la prima volta in città, la notte del 16 dicembre 1117. Un'antica leggenda narra che la Madonna andò in sogno a un pio sacrestano di nome Mercurio che per tre volte si recò dal vescovo Romualdo per riferirgli che la Madonna era in porta con i legni di cui necessitava l'erigenda cattedrale romanica. Quelle travi che hanno così tanto navigato per mare, dopo la ricostruzione della cattedrale in forme barocche (nel '700), sono ancora in alto, oltre il tetto in pietra, a sostegno delle capriate e nella prima cappella a destra.
Per tre volte il sacrestano fu ricacciato dal vescovo che lo tacciò d'ubriachezza fino a quando gli angeli fecero suonare miracolosamente le campane della città e la gente (anche il vescovo) si riversò al porto e vide zattera e icona. La scena si ripete per due volte l'anno identica (il 14 di agosto e il 16 dicembre).
L'icona è un'odigitria (in greco, colei che guida), modello tipicamente bizantino che si rifà alla prima immagine di Maria, dipinta da san Luca. In loco è detta "della Madia", in riferimento alla zattera (Almadìa in spagnolo).
E' una tempera su tavola, una sorta di "preghiera figurata" in cui anche i colori rispettano le rigide regole del rivolgersi a Dio. La mano del Bimbo è perfettamente al centro del quadro e benedice alla maniera greca. Le lumeggiature e i fili d'oro del vestito del Cristo sono espressione della sua regalità solare. Nella mano sinistra un cartiglio. Le gambe incrociate annunciano i momenti della passione.
Ogni tratto ci parla dell'Oriente. Le aureole a racemi rilevati in pastiglia rimandano alle produzioni cipriote o crociate. Le tre stelle sul manto della Vergine (una è coperta dal Cristo) indicano la perpetua verginità di Maria: prima, durante e dopo il parto.
Un particolare espediente pittorico, poi, permette alla Vergine di osservare il visitatore posto in qualsiasi posizione prospettica. Il suo doppio manto, indica la sua natura divina e terrena, lei madre di Dio e madre dell'umanità.
In basso, due figure: un chierico e un monaco. Sono il probabile finanziatore e l'esecutore di un antico restauro.

Eustachio Cazzorla

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